Adempimenti e imposte

Reverse charge e autofattura: inversione contabile e SDI

Come funziona l'inversione contabile, quando emettere l'autofattura e quali codici usare nel file XML trasmesso allo SDI.

Il reverse charge, o inversione contabile, sposta l'obbligo di assolvere l'IVA dal venditore al compratore: il fornitore emette fattura senza IVA e l'acquirente, soggetto passivo, integra il documento applicando l'imposta e registrandola sia a debito sia a credito. È un meccanismo antifrode usato in settori specifici (edilizia, subappalti, cessione di rottami, elettronica, prestazioni di pulizia su edifici) e in tutte le operazioni con fornitori esteri. Nel mondo della fattura elettronica, il reverse charge e l'autofattura non sono più documenti cartacei interni: vanno gestiti con appositi codici natura (N6) e tipi documento (TD16, TD17, TD18, TD19) trasmessi allo SDI. Capire quale codice usare evita errori che l'Agenzia incrocia automaticamente.

  • Reverse charge interno: il fornitore italiano emette fattura senza IVA con natura N6; il cliente integra l'imposta.
  • Acquisti dall'estero: l'acquirente italiano emette un'autofattura o integra il documento per assolvere l'IVA.
  • Codici TipoDocumento: TD16 (reverse interno), TD17 (autofattura servizi esteri), TD18 (acquisti intra-UE beni), TD19 (acquisti da fornitore estero di beni in Italia).
  • L'integrazione/autofattura va trasmessa allo SDI: l'Agenzia incrocia i dati con le fatture dei fornitori.

Come funziona

Identifichi se l'operazione rientra nel reverse charge: prestazioni edili in subappalto, pulizia di edifici, cessione di fabbricati con opzione, rottami e materiali di recupero, alcuni prodotti elettronici, e in generale gli acquisti da soggetti non stabiliti in Italia.

Nel reverse charge interno il fornitore emette la fattura senza IVA indicando il codice natura N6 appropriato e la dicitura inversione contabile. Tu, come cliente soggetto passivo, integri la fattura applicando l'aliquota e l'imposta dovuta.

Per registrare l'integrazione nel sistema della fattura elettronica, emetti un documento con TipoDocumento TD16 (reverse charge interno) e lo trasmetti allo SDI a te stesso, così l'IVA integrata risulta nei tuoi registri e nella comunicazione delle liquidazioni.

Per gli acquisti dall'estero usi l'autofattura o l'integrazione con i codici corretti: TD17 per i servizi ricevuti da fornitori esteri, TD18 per gli acquisti intracomunitari di beni, TD19 per i beni già presenti in Italia acquistati da un fornitore estero. Questi documenti hanno sostituito l'esterometro.

L'imposta integrata viene annotata sia nel registro IVA vendite (a debito) sia nel registro acquisti (a credito): se hai pieno diritto alla detrazione l'operazione è neutra, altrimenti l'IVA resta un costo. La trasmissione allo SDI consente all'Agenzia di incrociare i dati con le fatture dei fornitori.

Riferimenti normativi

  • DPR 26 ottobre 1972, n. 633, art. 17, commi 5 e 6 — inversione contabile (reverse charge).
  • Agenzia delle Entrate, Allegato A — Specifiche tecniche: valori del campo TipoDocumento (TD16, TD17, TD18, TD19) e del campo Natura.
  • Provvedimento Agenzia delle Entrate prot. 89757/2018 — regole tecniche generali di emissione e ricezione delle fatture elettroniche.

Domande frequenti

Cos'è il reverse charge in parole semplici?

È un meccanismo per cui l'IVA non viene applicata dal venditore ma assolta dal compratore. Il fornitore emette fattura senza IVA, e l'acquirente soggetto passivo integra il documento registrando l'imposta sia a debito sia a credito. Serve a contrastare le frodi IVA in settori a rischio come edilizia, rottami ed elettronica.

Quando devo emettere un'autofattura?

Tipicamente per gli acquisti da fornitori esteri non stabiliti in Italia (servizi o beni), per assolvere l'IVA che il fornitore non applica. Si usano i codici TipoDocumento TD17 (servizi esteri), TD18 (beni intra-UE) e TD19 (beni in Italia da fornitore estero), trasmessi allo SDI in sostituzione del vecchio esterometro.

Quale codice natura indica il reverse charge in fattura?

Il codice natura N6, con le sue sotto-classificazioni (N6.1, N6.2, ecc.) a seconda del tipo di operazione: rottami, edilizia, subappalti, prodotti elettronici e così via. Il fornitore lo indica nella fattura senza IVA; l'acquirente integra l'imposta con un documento TD16.

Il reverse charge vale anche per i forfettari?

Per le vendite no, perché il forfettario non applica comunque l'IVA. Ma se un forfettario acquista da un fornitore estero o riceve una prestazione in reverse charge, diventa debitore dell'imposta: deve integrare il documento, versare l'IVA (che per lui è un costo, non detraibile) e trasmettere l'autofattura allo SDI con il codice TD corretto.

Devo trasmettere l'autofattura allo SDI o basta registrarla?

Devi trasmetterla allo SDI. Dal 2022 l'integrazione e l'autofattura per le operazioni in reverse charge e con l'estero si gestiscono elettronicamente con i codici TD16/TD17/TD18/TD19: l'Agenzia incrocia questi documenti con le fatture dei fornitori, quindi la semplice annotazione interna non è più sufficiente.

4invoices gestisce reverse charge e autofatture TD16-TD19?

No. 4invoices consente di creare fatture con aliquota IVA per riga, in qualsiasi valuta con tasso di cambio, e di scaricarle in PDF, con 6 mesi di prova gratuita senza carta. Non genera il file XML FatturaPA, non si collega allo SDI né all'Agenzia delle Entrate, non conserva le fatture a norma e non verifica Partite IVA o codici. Non emette integrazioni o autofatture con i tipi documento TD16, TD17, TD18 e TD19.

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